
Lettera ad un amico
Filosofia
(Terrorius - Shan-Ton)
Ma passiamo ora ad un pò di filosofia (La lettera deve essere anche erudizione - Vedi Cicerone)
E' molto antico il detto che dice che la filosofia è la scienza dell'uomo, il che è molto importante se si considerano tutti gli effetti che ne derivano:
Ma quel che più preme sull'uomo è il fatto d'essere invischiati in una fatalità sconcertante, che è l'idolo della vita: la ricerca della novità. Se si suppone che ogni uomo è desideroso di qualcosa che lo renda diverso dall'altro, ci vien da chiederci da dove venga mai questo desiderio dell'uomo.
La psicologia, che è all'avanguardia in certi problemi, pone dei seri interrogativi: che cosa sente l'uomo? Come mai si vive nelle illusioni e delle illusioni? C'è qualcosa che si annida in queste aspirazioni?
Caro Crimen, un uomo è quello che si sente di essere, per la qual cosa l'atteggiamento suo esterno è tutto condizionato a ciò che ha all'interno; è come il lavoro prodotto da una macchina termica ciclica che è proporzionale all'energia interna, diciamo "calorifica", che possiede.
Questo può spiegare molte cose.
Il fatto che certe aspirazioni materiali verso quelle cose che si credono importanti, ed in parte lo sono, implica una psicologia d'azione, pone l'uomo di fronte ad altri individui in condizione di superiorità nell'esplorazione della propria personalità.
Ecco spiegata tutta la seconda parte della lettera di Terrorius: noi ci sentiamo superiori e, quel che più importa, anche i "canuti" vecchi e le dame di compagnia che "girano" intorno a noi sentono questa nostra superiorità in ver gli altri uomini.
Ma torniamo a noi e non dimentichiamo una cosa molto importante: il fatto "clou" non è la cosa materiale in sé ma lo scopo da raggiungere: le doti umane finalmente fatte sviluppare e conoscere al mondo che ci circonda, povero di ideali e di fascino.
Infine cerchiamo di apparire diversi dagli altri, diversi non solo nei vestiti (beattissimi, naturalmente), ma dentro di noi. Questo perchè ormai non ci sono ideali, ideali che accomunino gli uomini, e indirizzando questo "contendere" verso qualcosa di valido, noi cerchiamo di costruirci degli ideali tutti nostri: apparire diversi nella sostanza per dimostrare la nostra potenza, bellezza, gloria, grandezza, ecc. ecc.
Tutto il nostro atteggiamento e la nostra fortuna, se così si può chiamare la potenza e la gloria che noi andiamo cogliendo di giorno in giorno, quì sulla collina del Vomero, ha quindi tutta una spiegazione filosofica che Terrorius ed io, dal momento che gli eventi precipitavano in nostro favore di minuto in minuto, ci siamo affrettati a dare, dopo grande meditazione e dispendio di energie.
Siamo diventati scheletri, tanto è il logorio degli impegni che ci attendono, la nostra vita non è più libera come una volta, quando su una montagna vagavamo in cerca di qualcosa che potesse mutare il nostro torpore spirituale, il nostro ozio secolare.
Deh! Musa del riposo, scendi ed avvolgi nel sonno il nostro corpo, la nostra mente, tutto; portaci di nuovo su quella montagna a vivere nell'ozio secolare, nel torpore spirituale, se ti preme che la nostra tempra non ceda sotto l'incalzare dei "negozia", delle preoccupazioni, del logorio della vita moderna.