
Lettera ad un amico
Pedagogia
(Terrorius)
(Sono le diciannove ed è l'ora della pedagogia)
Sin dalle origini la pedagogia fu avvertita come esigenza prepotente degli uomini più sensibili e più dotati di umanità.
Già Dante soleva dire "fatti non foste a viver come bruti..." e prima ancora di lui già ancora Chirone Centauro educava in tutte le arti il prode Achille.
La sensibilità di Carlo Imbonati forse che non si sviluppò grazie agli insegnamenti e ai precetti amorosi del grande Parini? Spesso soleva dirgli "mal giova illustre sangue ad animo che langue" e più volte insisteva nel ripeterlo, spronandolo, così, ad imprese degne del suo nobile nome.
Omero stesso non disse nei suoi canti di essere stato iniziato ed ammaestrato nel canto dalle dolcissime Muse?
Dunque, mi sembra che la pedagogia, in questo tormentoso e rapido succedersi degli anni, abbia raggiunto una posizione primaria tra le varie scienze ed è innegabile e insostenibile non ammetterla come tale.
Ascolta, dunque, la voce del suo autore con amore e con accondiscendenza, segui con dociltà i suoi saggi consigli, i suoi inviti solerti a nobili ed ardimentose imprese.
1 - La vita è dolce e misteriosa, spesso ci sembra odiosa perchè non sappiamo viverla. I canti dei grilli nelle sere d'estate, le albe radiose, i tramonti infuocati, non sono altro che tocchi magici della natura, cui la nostra attenzione involontariamente si sottrae, perdendo, così, istanti preziosi di felicità e di gioia, Vivi, dunque, a contatto con la natura, ricerca in essa l'armonia della tua anima, abbandonati, estatico, palpiti più reconditi.
2 - Il mondo degli uomini non rispetta questi aspetti fondamentali della natura; essa semplice ed armoniosa, quello complesso e disarmonico; essa regno dell'amore e dell'accordo, quello infelice e tortuoso. Se l'uomo vivesse concordemente con la natura, questo nostro piccolo globo non sarebbe così affetto da dolori, da guerre, nè sottomesso all'odio, il più abominevole tra i tiranni dell'uomo. Sii, dunque, generoso e nobile come la natura. Domina il tuo egoismo, piega l'odio, sgomina e distrucci i rancori, le vendette che, alleati tra loro, assaltano a folte schiere il tuo nobile animo.
3 - Dunque è l'amore la vera fonte di vita. Se l'odio, la vendetta, i rancori non fanno altro che affliggere il mondo, che avvilire la condizione umana, mi pare innegabile che i sentimenti ad essi opposti esaltino l'uomo e la sua natura. Spesso l'amore è fonte di dispiaceri, di delusioni, di sofferenze. Non abbatterti mai, verrà l'ora in cui sulla bilancia della vita, nell'ora estrema della vecchiaia, vedrai i dolori ed i piaceri pareggiati dalla felicità e dalle gioie. C'è un equilibrio ed una giustizia che trascendono la facoltà comprensiva dell'uomo. Ciò che hai patito, sarà fatto patire, le gioie che avrai dato ti saranno restituite. Se, dunque, riesci a comprendermi, devi anche capire che è stupido ed inutile far soffrire gli altri.
Allora io mi domando perchè proprio tu, che si vivacemente mi segui, proprio tu il prediletto tra i miei discepoli, lasci straziato il cuore della piccola Lina in pianto? Perchè hai voluto legarti ad una persona che non amavi? Perchè hai piegato il tuo animo davanti all'egoismo incalzante? Se anche avessi sofferto la più dolorosa di tutte le solitudini, se anche avessi avuto bisogno di un forte bastone cui poggiare il tuo animo stanco, ugualmente ciò che hai compiuto sarebbe stato miserevole!!!
Non solo agisti in tal deprecabile modo, ma quanto al tuo comportamento, non vi furono giustificazioni. Se anche tu avessi avuto bisogno di un forte bastone, non c'era forse Shan-Ton o Terrorius? Dunque, non giustificazioni, né più parole, espia il male compiuto, patisci le sofferenze inferte e l'anima tua tornerà monda e fiduciosa, non più timorosa, a guardare il sole che nasce.
4 - In ultimo ascolta questa perla di saggezza che ti invio e conservala nel cuore fieramente come cimelio d'una duratura amicizia. L'intelligenza è un bene astratto che non tutti possediamo ed essendo astratt (nel senso di invisibile), tutti ci gloriamo di possederla. La realtà è molto più mesta di questa cosmica illusione. Solo a pochi, in realtà, è concesso di capire l'essenza delle cose, solo essi riescono poi a distinguere la vera intelligenza da quella vantata, ma non consistente degli altri uomini.
Dunque, tu che sei intelligente, sappi comprendere se quelli che yi stanno intorno si vantano del loro nulla, o se, realmente posseggono tale bene. Il succo del mio ragionamento è questo e questa è la perla che ti invio: " Solo chi onestamente ammetterà la tua intelligenza sarà intelligente, viceversa, chi la negherà, apparterrà a quella schiera numerosa di vanagloriosi ed inutili rettili che strisciano sulla terra. ". questo perchè io, il "Grande", tuo maestro e precettore, riconosco la tua intelligenza.
Medita a lungo sui miei precetti e segui i consigli di un impegno sì alto!